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Hai meno di 30 anni? Desideri metterti in gioco ma non sai dove?

Bene! La risposta è il Servizio Civile!!!

E’ un percorso di formazione e impegno che puoi svolgere anche in AMI da 9 mesi a 1 anno, sia a supporto del progetto di accoglienza delle ragazze richiedenti asilo, sia nel lavoro di segreteria e nelle testimonianze nelle scuole e nelle parrocchie.

L’esperienza del servizio civile spesso accompagna un delicato momento di passaggio dalla vita giovanile, centrata sugli studi, ad una fase più adulta in cui si cominciano a sperimentare le gioie e le fatiche di impegni più responsabilizzanti e in cui ci si interroga profondamente sulle scelte importanti della vita.

Leggiamo cosa ci scrive Filla, che ha da poco finito l’anno di servizio civile nazionale e fa un bilancio di questa sua esperienza:

Ho deciso di fare il servizio civile per mettermi alla prova. Faccio parte dell’AMI già da diversi anni però volevo approfondire la vita dell’Associazione, vedere come sarebbe stato viverci quotidianamente, con tutte le difficoltà della missione. Inoltre, di questo progetto del servizio civile mi stuzzicava molto il fatto di potermi mettere davvero in discussione su tematiche che da sempre mi hanno toccata ma che spesso vivo solo trasversalmente (l’accoglienza ed integrazione dei migranti, la sensibilizzazione di bambini e giovani). La spinta che mi fatto prendere la decisione di compilare la domanda è però stata un’esperienza di volontariato fatta con l’AMI a Lampedusa. Lì ho capito davvero il motivo per cui si fugge da alcuni Paesi e cosa comporta questa travagliata decisione di partire, il lunghissimo viaggio, anche di anni, per arrivare qui. Mi sono chiesta cosa potevo fare di più per aiutare le altre persone e nell’AMI ho trovato l’opportunità di vedere il volontariato in una prospettiva a più ampio raggio, l’AMI mi dava la possibilità di dedicare davvero la vita per i più poveri e bisognosi.  Quest’anno tante cose mi hanno appassionata ma mi porto a casa soprattutto l’essermi dovuta imbattere quotidianamente nella parola “accoglienza”. Abbiamo tanto parlato di accoglienza quest’anno ma soprattutto abbiamo cercato di concretizzarla nella vita quotidiana, dai gesti più semplici, cercando di capire cosa si può fare davvero per aiutare gli altri nel modo giusto. Certo, come in tutte le esperienze, non sono mancate le incomprensioni e le difficoltà, ogni persona ha il suo carattere e confrontarsi non è sempre facile ma anche i conflitti sono stati palestra di vita e posso dire che anche le esperienze negative sono state formative. Anzi, alcune esperienze che subito pensavo fossero negative alla fine mi sono servite per crescere, anche per questo mi sento di consigliare a tutti i miei coetanei l’anno di servizio civile nazionale. Questo anno da un lato mi ha aiutata a conoscere meglio il mondo del lavoro e ad assumermi delle responsabilità importanti, dall’altro mi sono sentita aiutata e guidata nelle responsabilità, avevo sempre qualcuno a cui chiedere se avevo dubbi o ero in difficoltà su un lavoro. Mi sono sentita responsabilizzata ma protetta e credo che mi servirà molto per affrontare il mondo del lavoro.

Il servizio civilista è colui che è disposto a mettersi in gioco ed a dedicare un anno non solo per sé ma per gli altri. Io lo rifarei… Spero siate tutti pronti a farlo!!!!