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eritrea mappa etnie

L'Eritrea è uno stato ( di 117.357 km2; 4.298.000 abitanti;  con capitale Asmara) dell'Africa orientale, indipendente dal 1993. Confina con il Sudan a Nord e a Nord-Ovest, con l'Etiopia a Sud, con Gibuti a Sud-Est e si affaccia a Est al Mar Rosso. È suddivisa in sei regioni. È popolata da nove etnie, di razza, lingua, usi e costumi diversi. La lingua nazionale è il tigrigna, con l’arabo. Con l’indipendenza l’italiano derivato dal colonialismo, è stato sostituito dall’inglese.

Il clima, caldissimo sulla costa (a Massawa la temperatura media varia dai 25 ai 35 °C, mentre le precipitazioni non superano i 180 mm annui), assume caratteri di transizione sulle pendici, mentre si fa temperato-costante sull'altopiano, dove ad Asmara (2.329 m sul livello del mare) la temperatura media varia dai 15 ai 17 °C e le precipitazioni sono scarse. Scarsa è la rete idrografica: i principali corsi d'acqua, che nascono tutti dall'altopiano, sono il Barca (Barka) con l'affluente Anseba, il Mereb e il Tacazzé (quest'ultimo forma il confine sud-occidentale della regione).  Il presidente Isaias Afewerki è stato eletto dall'Assemblea nazionale, composta da 150 membri del partito unico Fronte Popolare per la Democrazia e la Giustizia, che si è costituita nel 1993, poco dopo l'ottenimento dell'indipendenza; è al potere da allora, in quanto non ci sono state più altre elezioni

La recente storia di questo paese racconta che L’Eritrea è passata da una dittatura all’altra dal 1882 a oggi. Sono passati infatti dal colonialismo italiano a quello inglese, all’inglobamento nell’Etiopia da parte di Haileè Selassie alla dittatura marxista di Menghistu. Nel 1992 dopo 30 anni di guerriglia e guerra l’Eritrea è stata liberata e dichiarata repubblica indipendente da un voto unanime del popolo . Il “liberatore” Isaias Afowrki , che era stato il leader della guerriglia contro Menghistu, è adesso il nuovo dittatore. Nel 1998 inizia per motivi apparentemente banali la guerra tra Eritrea ed Etiopia. Guerra che ufficialmente è stata conclusa nel 2000 ,ma che vede da ancora l’arruolamento obbligatorio di uomini e donne dai 15 anni in su con rastrellamenti nelle case e invio forzato dei giovani nei campi di addestramento senza far loro finire la scuola superiore.  Chi scappa non ha un documento di studio valido. Il servizio militare ha durata illimitata e i giovani e i meno giovani sono costretti a lavori forzati. I più bravi a studiare secondo il regime studiano in college militari. Dopo la laurea continuano ad essere al servizio del governo.

La situazione economica del paese è disastrosa e relega l’Eritrea come uno dei paesi più poveri del mondo.

DIGSA

Villaggio al centro di una zona di montagna (2.370 metri di altitudine), arida e sassosa, soggetta a lunghi periodi di siccità. Digsa è a circa 80 km dalla capitale, a poca distanza dalla strada asfaltata per Addis Abeba, mentre la maggior parte dei villaggi connessi è raggiungibile solo con fuoristrada attraverso piste o a piedi.

La zona dal 2009 è stata parzialmente elettrificata ma spesso ci sono periodi di black out che possono durare anche giorni.

La popolazione vive di pastorizia e agricoltura con un'economia di sussistenza, secondo metodi tradizionali, a rischio continuo di carestia se le piogge non sono sufficienti per il raccolto. Un piccolo invaso raccoglie l'acqua piovana per il villaggio di Digsa.

La cultura tradizionale, profondamente legata alla civiltà antichissima di queste popolazioni e caratterizzata dall’interazione fra religione e vita (cristiani, sopprattutto ortodossi, copti e mussulmani), influenza profondamente la vita sociale, familiare e le attività produttive.

Il nucleo fondamentale della società è la famiglia, dove l’uomo è il capo e gli anziani godono di rispetto ed obbedienza. Tradizionalmente la donna è sottomessa all’uomo, in condizioni di inferiorità per mancanza di peso sociale e di scolarizzazione. La donna accudisce al marito e ai figli, gestisce la vita e in particolare l’alimentazione della famiglia, cucinando, procurando legna ed acqua e aiutando nella coltivazione. Lavora almeno 14-16 ore al giorno, ma il suo lavoro non è adeguatamente riconosciuto e comunque è sempre sotto tutela.

Le guerre (di indipendenza dall’Etiopia, la guerra del 1998-2000), la militarizzazione forzata del paese e le sue conseguenze hanno prodotto profondi cambiamenti nella mentalità e nell’assetto sociale. Attualmente l’economia di sussistenza e la vita ordinaria è portata avanti in massima parte da donne, vecchi e bambini visto che la maggior parte degli uomini sono in servizio militare o sono scappati dal Paese.

La Famiglia AMI ha vissuto a Digsa dal 13 agosto 1993 al 16 Marzo 2009, con la presenza costante di un gruppo di missionarie e l’intervento di membri AMI e volontari, variabili come servizio e durata, impegnati nel Progetto Socio Sanitario in Eritrea.

 

 

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