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don mario correttoMons. Mario Babini è nato a Russi (RA) il 25 giugno 1925. Consacrato sacerdote il 24 luglio 1949, è andato a Casa a prepararci il posto il 15 ottobre 2008.

Lui stesso racconta le vicende che l’hanno portato ad accogliere il dono della fondazione dell’AMI, insieme a Pia Reggi e alle prime missionarie. Gli diamo la parola.


Il Signore mi fece sentire la vocazione della missione “ad gentes” fino dagli anni della teologia. Avevo già parlato di questo con un missionario comboniano. Ma non ebbi l’approvazione del mio padre spirituale per motivi di salute. Ben presto sentii il fascino della spiritualità benedettina come ci è stata tramandata da S. Romualdo, nativo di Ravenna, nel monachesimo camaldolese: cenobio, eremo, missione e martirio (le prime due parole in AMI sono diventate: comunione fraterna e contemplazione sulle strade). Appena sacerdote mi stavo orientando verso la Famiglia di don Calabria, ma il ricovero in sanatorio troncò il mio sogno (don Mario ha sempre mantenuto legami strettissimi coi figli di San Giovanni Calabria, che ebbe per padre spirituale. Dopo di Lui, si affidò per 34 anni al suo successore, don Luigi Pedrollo, morto nel 1986).


Pur essendo malato tentai successivamente di entrare nei Piccoli Fratelli di Gesù, ma anche qui non fu possibile. Quando mi resi conto che non potevo entrare in una famiglia religiosa di vita evangelica soffrii moltissimo e passai alcuni anni in una profonda oscurità interiore.


In questo contesto il Signore mi chiamò a dare vita ad un’esperienza di vita evangelica. Scrivevo a don Luigi: Sento forte l’esigenza di gruppi che vivano il Vangelo e contestino con la santità della vita. Erano gli anni della contestazione anche nella Chiesa. Mi rispondeva il Padre: “Ben venga questa contestazione. Non per quello che gli altri non fanno, ma per quello che si paga di proprio”. Il mio intento era proclamare il Vangelo con la vita, come un Vangelo vivente, come mi avevano insegnato don Calabria e il padre don Luigi. Dopo la prima esperienza del ’67, nell’Immacolata del ’73, don Luigi ed io, seguendo una forte e soave ispirazione del Signore, ci consacrammo a Dio per costituire, secondo la sua volontà, dei gruppi apostolici, sacerdoti, fratelli e sorelle che desiderassero vivere il Vangelo senza sconti, testimoniando l’amore del Padre in un mondo che ha smarrito il volto di Dio. Fino a questo momento il mio padre spirituale aveva fatto discernimento sulla mia vocazione, ora si rendeva promotore con me di questa esperienza che prendeva il nome di “gruppi apostolici” e “movimento apostolico”. Passarono anni di interiorizzazione silenziosa del messaggio a noi affidato ed esternamente si vedeva poco o nulla. Il Padre fino alla sua morte ripeteva: la Famiglia c’è, qualcuno verrà. Il Signore ci chiamava a vivere il silenzio di Nazareth finché non giungesse l’ “ora” da Lui voluta. E questa “ora” siete voi missionarie…..Ed ecco con mio stupore assisto all’iniziativa di Dio che attraverso segni evidenti e con forza crea una nuova famiglia sul ceppo dei gruppi apostolici e con tutta la forza della vostra testimonianza di vita missionaria “ad gentes”. Nasce così l’AMI….(lettera del 2 maggio 1992)